A ROMA SI CONTINUA A MORIRE NEI CANTIERI EDILI. I SINDACATI CHIEDONO PIU’ ISPEZIONI E CONTROLLI MIRATI

COMUNICATO STAMPA DEI SEGRETARI GENERALI DELLA FENEALUIL DI ROMA, AGOSTINO CALCAGNO, DELLA FILCA CISL DI ROMA, MARCO FEDERICONI E DELLA FILLEA CGIL DI ROMA E DEL LAZIO,MARIO GUERCI.

Ancora una volta come sindacati dell’edilizia dobbiamo intervenire perché un operaio muore sul posto di lavoro. Oggi a Roma, in via Diego Angeli, un lavoratore kosovaro ha perso la vita mentre era impegnato in un cantiere. A Roma è la seconda vittima dall’inizio dell’anno, l’altro incidente mortale era avvenuto il 13 luglio a via Gallia Placidia. Dall’inizio dell’anno nel Lazio sono già 6 le vittime, ma tante altre volte gli operai sono stati ricoverati in codice rosso all’ospedale e solamente la settimana scorsa un altro operaio era rimasto vittima di infortuni a Lavinio. Il nostro primo pensiero va alla famiglia dell’operaio. A loro esprimiamo la nostra vicinanza. Subito dopo però alcune considerazioni sono doverose. Non ci convincono le letture dei dati relativi agli infortuni sul lavoro in edilizia che parlano di un calo delle denunce di infortunio nel settore, dimenticando di mettere in relazione questi numeri con la crisi che ha colpito duramente il settore ormai da dieci anni. Il combinato disposto di lunghi anni di crisi che hanno letteralmente flagellato il nostro settore e la scelta compiuta anche a livello politico e legislativo di abbassare le tutele dei lavoratori , rischia di avere delle pesanti ricadute sulle questioni relative alla salute ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le nostre federazioni hanno idee molto chiare sulle cause e sulla responsabilità e da tempo chiediamo maggiori controlli e sanzioni più severe. Proponiamo un sistema di qualificazione delle imprese che sia realmente selettivo. Chiediamo che si dia la giusta attenzione alla formazione sulla sicurezza ed al suo costante aggiornamento. Mentre aumentano i morti tra i cantieri diminuiscono le ispezioni. Tra le principali cause di infortuni ci sono il ricorso sempre più diffuso al lavoro nero ed irregolare, il taglio di risorse alla voce sicurezza da parte degli imprenditori, il ricorso a contratti diversi da quelli dell’edilizia. Per questo motivo chiediamo di rafforzare i controlli, introdurre la patente a punti, un sistema premiale per la selezione ed la qualificazione delle imprese, ripristinare il Durc nella sua originaria formulazione, passando in tempi brevi alla certificazione della congruità, nonché la creazione di una task force permanente con gli enti preposti alla sicurezza. Mentre da anni chiediamo tutto questo dal 1 gennaio 2003 69 operai edili sono morti a Roma, una lunga scia di sangue.

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