CONTINUA LA SCIA DI SANGUE NEI CANTIERI EDILI DELLA CAPITALE

CONTINUA LA SCIA DI SANGUE NEI CANTIERI EDILI DELLA CAPITALE

LAVORO. CISL: CONTINUA LA SCIA DI SANGUE NEI CANTIERI EDILI DELLA CAPITALE (DIRE) Roma, 27 apr. – “Continua la lunga scia di sangue nei cantieri edili della Capitale ed anche oggi è tragedia sul lavoro, proprio all’indomani della Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro che si celebra il 28 aprile e che ci richiama tutti ad una riflessione corale sulla necessità di intervenire in maniera decisa e definitiva, nel tentativo di debellare una piaga vergognosa per un Paese civile. Intanto, la tragedia odierna è avvenuta poche ore fa, in pieno centro storico, a due passi da via Veneto e, a causa di una caduta dall’alto, un operaio di 52 anni impegnato nel rifacimento di una palazzina, ha perso la vita. L’ennesima morte da caduta da un ponteggio che rivela il nervo scoperto di una mancata attenzione alle norme sulla sicurezza, a ritmi forsennati, come già abbiamo denunciato tante, troppe volte, lo scorso anno quando proprio la Capitale è diventata la città italiana con il maggior numero di incidenti mortali sul lavoro”. Così in un comunicato Carlo Costantini e Nicola Capobianco, rispettivamente segretari generali della Cisl Roma Capitale Rieti e della Filca Cisl Roma. “Vogliamo che anche quest’anno sia l’ennesimo anno record per le morti sul lavoro? Ovviamente no e per questo non finiremo mai di denunciare e chiedere, a gran voce, la necessità di porre fine, una volta per tutte, a questa infinita tragedia che è emergenza locale e nazionale. Servono controlli stringenti da parte di tutti gli organismi preposti, servono risorse e assunzione di personale, occorre davvero voltare pagina sul tema della sicurezza sul lavoro perché la ripartenza non avvenga sulla pelle delle persone. Le indagini faranno luce sulle cause della tragedia di oggi. Ma ora, oltre ad esprimere il nostro cordoglio alla famiglia dell’operaio e la nostra vicinanza ai colleghi, proviamo un senso d’impotenza terribile e profondo. Il lavoro che riparte non può diventare la ‘tomba’ per chi, in prima linea, è impegnato ogni giorno nel proprio dovere quotidiano, verso sé stesso e verso la propria famiglia”.

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